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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 26 giugno 2023!
La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Affinare il vino nei fondali il progetto di «Paololeo».
Sono state immerse nel mare di Porto Cesareo 1011 bottiglie. La pratica di affmare il vino nel fondale marino si è diffusa oltre un decennio fa in Francia, Grecia, Spagna, Stati Uniti, Cile, Sudafrica, Australia e svariati altri paesi. 11 metodo è oramai collaudato anche in Italia• tra i pionieri dell’affinamento negli abissi vi è l’azienda vinicola “Bisson” che, grazie alla mente visionaria del patron Piero Lugano, creò una vera e propria cantina al largo delle coste di Porto Fino. Per la prima volta vennero immerse 6.500 bottiglie di spumante Metodo Classico all’interno di una gabbia metallica a una profondità di 60 metri. 11 vino fu lasciato li per ventisei mesi. Correva l’anno 2009. II rapporto tra il vino e il mare si perde nella storia. Oltre duemila anni fa, nell’antica Grecia, gli isolani di Chio custodivano gelosamente un segreto: quello di tenere l’uva per qualche giorno in mare per eliminare la pruina, avere un appassimento più veloce e riuscire a mantenere vivi gli aromi.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Verdicchio, bianco di Matelica – Il Verdicchio di Matelica, enclave di un grande bianco di montagna.
Grazie ai risultati raggiunti dal Verdicchio le Ma rcheecono essere collocatessenza Cm tra le regioni vitivinicole italiane di punta. Verdicchio ma- Piatti di mare, ma nifesta un poten- anche di carne ziale di affina- tipici della cucina mento e longevità dell’entroterra continentale, con inverni freddi e di acidità che sgrassa e ripulisce il nevosi ed estati anche molto calde palato. In alcuni casi affiora lo test Le Marche spiccano in Italia ma con grandi escursioni tenni- di limone tipico. Quasi sempre il fi come regione squisitamente che. Allo stesso tempo, questa zona nale parla di mandorla amara, nota “bianchista”, probabilmente è attraversato dal 43° parallelo, tipica del vitigno, attenuata nelle l’unico caso in Italia in cui il link tra quello che definisce la media del cli- espressioni migliori.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Allarme piogge per i vini produzione in calo fino al 40%.
Le aree più colpite sono nel Centro Sud, ma anche in Veneto si temono gli effetti del cambiamento climatico e dei funghi che hanno attaccato le viti Raffaele Lorusso I l 2023 potrebbe essere un anno da dimenticare per la produzione italiana di vino. Gli eventi atmosferici di maggio e della prima metà di giugno, caratterizzati da un’elevata quantità di piogge, hanno irrimediabilmente danneggiato i vigneti in molte regioni. Le piante sono state attaccate dalla peronospora, una fitopatologia che colpisce i grappoli sia in fase di sviluppo sia nel momento che precede la vendemmia. A lanciare l’allarme sono state numerose associazioni di coltivatori e produttori. A cominciare da Copagri, la Confederazione dei produttori agricoli. «Al Centro-Sud, in media, si registra una produzione compromessa del 40 per cento, con punte più alte in Puglia e Calabria – spiega Tommaso Battista, presidente nazionale di Copagri.
Fonte: Repubblica Affari&Finanza.
Comparto vitivinicolo, nuova programmazione.
Aperte le procedure per investimenti relativi alla campagna 2023-2024 Comparto vitivinicolo, nuova programmazione Con Decreto Dirigenziale Regionale n. 40 del 21 giugno 2023, sono state approvate le Disposizioni Regionali di Attuazione (DRA) per la campagna vitivinicola 2023/2024 relative all’intervento Investimenti vino di cui all’articolo 58, paragrafo 1, lettera b) del Regolamento UE n. 2021/2115. Le domande di sostegno e le eventuali domande di rettifica devono essere presentate per il tramite dei Centri Assistenza, avvalendosi delle procedure informatiche del Sian, a decorrere dalla data di approvazione del Decreto n. 40/2023 e fino al termine ultimo del 31 luglio 2023 (data ultima di rilascio al SIAN), salvo proroghe che saranno comunicate con avviso su questo sito.
Fonte: Il Sannio Quotidiano.
Enoturismo e oleoturismo Sì alla proposta di legge.
Via libera della giunta regionale alla proposta di legge sulla “Disciplina delle attività enoturistiche e oleoturistiche”, su iniziativa dell’assessore al Bilancio, alla Programmazione economica e Politiche agricole Giancarlo Righini (nella foto). Con questo provvedimento vengono disciplinati, oltre a diversi requisiti tecnici, anche una serie di misure volte a un’effettiva promozione e implementazione delle attività legate all’enoturismo e all’oleoturismo, con l’obiettivo di mettere a sistema le peculiarità agroalimentari e il patrimonio culturale del Lazio. Nello specifico vengono rafforzate sia la formazione al fine di qualificare, informare e riqualificare gli operatori del settore, sia la promozione dei prodotti attraverso la creazione di percorsi enoturistici e oleoturistici.
Fonte: Corriere di Viterbo.
l prosecco? Si fa con i kiwi. A Villa Maia è già una realtà.
Neirone: il titolare del bed and breakfast di Ognio ha avviato la produzione per autoconsumo Il prosecco? Si fa con i kiwi A Villa Maia è già una realtà Alexander Kundal: «In realtà lo si può ottenere da qualsiasi tipo di frulla» Simone Rosellini i NEIRONE. Chi lo sapeva che il prosecco si può fare con i kiwi? «Ma in realtà si può fare con qualsiasi tipo di frutta, non solo con l’uva. Io quella non l’aggiungo nemmeno: solo kiwi, zucchero e i batteri per la fermentazione alcolica. Produzione ogni due anni, perché gli alberi di kiwi danno frutti in abbondanza ad anni alterni». Alexander Kundat, genitori tedeschi, che da molti anni hanno scelto la Val Fontana buona per vivere, a sua volta innamorato di questa terra, gestore con loro del bed and breakfast Villa Maia di Ognio (Neirone) collezionati giudizi lusinghieri in abbondanza (punteggio di 9,7 su Booking) ha tante idee per far crescere l’attività, tra produzione alimentare e ricettività turistica, tutto all’insegna di sostenibilità e recupero del territorio.
Fonte: Secolo XIX Levante.
Fattoria La Maliosa, altro premio La giuria: «Esalta gli antichi olivi» Saturnia Il riconoscimento arrivato al concorso Turismo dell’olio.
Assegnato a Matera, nella mani di Antonella Manuli, il premio a Fattoria La Maliosa, nella categoria “Aziende agricole, frantoi e cooperative” alla terza edizione del concorso nazionale Turismo dell’Olio, l’iniziativa promossa dalle città dell’olio con il patrocinio del Ministero dell’agricoltura, del Ministero dell’ambiente e la collaborazione di Unaprol-Coldiretti e Associazione Italiana Turismo enogastronomico, che ha premiato le migliori esperienze turistiche legate al mondo dell’extravergine. Unica nella provincia di Grosseto a entrare in forale, la proposta dell’azienda fondata da Antonella Manuli ha convinto la giuria del concorso, fino all’assegnazione del premio più ambito. Significativa la motivazione della giuria: per “l’offerta originale che amplifica le emozioni di cielo e terra, esaltando il rapporto intimo tra le persone e l’universo: si osservano i panorami e le stelle, esaltando al tempo stesso le cultivar e gli antichi olivi della Maremma”.
Fonte: Tirreno Grosseto.
Bollicine d’alta quota nell’Appennino.
Le bollicine d’alta quota nascono qui, alle spalle di Gubbio, dove diresti (sbagliando) che non c’è buon vino. Condizioni climatiche estreme, ma buone per il Pinot nero che in altitudine prospera in una terra che riesce ad esprimere uno Chardonnay interessante. Lo spumante dell’Appennino centrale esce da questo spicchio di Umbria che incrocia le Marche. Lo produce la cantina Semonte solo da qualche anno. dal 2019. quando Giovanni Colaiacovo. giovane produttore. ha una visione e la condivide con l’enologo Leonardo Valenti. professionista di esperienza. e Marco Caprai. noto produttore. Ecco Battista. metodo classico (Pinot nero e Chardonnay. dicdevamo). da uve che maturano a 750 metri s.l.m.: vigna che si estende per circa 5 ettari su un terreno collinare in prevalenza calcareo-argilloso che mai si sarebbe pensato di trovare alle spalle della città di Gubbio.
Fonte: Corriere dell’Umbria Via Bacco.
Vino, buona produzione «Ma rischio di infezioni».
Le previsioni di Veneto Agricoltura con Regione, Arpav, Crea Vit-Eno e Uvive Vino, buona produzione «Ma rischio di infezioni» È alta l’allerta per la flavescenza dorata L’assessore regionale Caner: «Vanno convinti i viticoltori ad estirpare le piante portatrici di sintomi». 1l caldo improvviso aumenta la minaccia di malattie, soprattutto nei vigneti biologici. La siccità invernale e il maltempo primaverile non hanno condizionato lo stato di salute generale del vigneto veneto, che finora promette una buona produzione, con tempistiche in linea con le medie storiche delle diverse varietà. Al più la vendemmia potrà ritardare di 4-5 giorni rispetto all’anno scorso e iniziare dall’ultima settimana di agosto per le varietà più precoci. Non bisogna però abbassare la guardia dal punto di vista fitosanitario: oltre alla peronospora, incombe la flavescenza dorata, che ha interessato già negli anni scorsi gli areali produttivi del Soave e del Prosecco e contro la quale la Regione ha varato una serie di importanti azioni di contrasto.
Fonte: Arena.
Vendemmia, positive le previsioni «Sui Colli i vigneti sono in salute».
Veneto Agricoltura comunque mette in guardia su possibili malattie e parassiti. Attenzione al meteo Nel segno dell’ottimismo le previsioni per la vendemmia 2023 sui Colli Euganei. Se l’annata precedente. era stata condizionata dalla lunga siccità e dalla penuria d’acqua, che in collina si era fatta sentire condizionando la produzione, questa stagione si annuncia meno problematica, anche se l’attenzione in vigneto resta alta, perché il meteo e la situazione sanitaria, tra malattie e attacchi di parassiti, possono condizionare l’andamento della raccolta fino alle ultime settimane. Intanto la prima stima messa a punto da tecnici di Veneto Agricoltura dopo un periodo di osservazione lascia pensare ad una evoluzione positiva. Da qui alla fine di agosto, periodo in cui inizierà la vendemmia, potrà ancora succedere di tutto. L’anno scorso la raccolta era stata anticipata di oltre una settimana a causa del gran caldo, stavolta invece, se l’estate proseguirà alternando ondate di calore a periodi più freschi, con qualche precipitazione purché senza grandine, la vendemmia rispetterà il calendario naturale: dal 23-24 agosto le prime varietà di uva bianca, quindi toccherà alle rosse, fino alla seconda metà di settembre.
Fonte: Mattino Padova.
Cantina Italiana presenta “I love Gin Tonic”.
Non perdere l’evento più atteso per gli amanti del Gin Tonic. Orario: A partire dalle 18, apertura dell’Aperitivo con l’Americano firmato Distillerie Brunello, che darà colore e profumo all’inizio della serata. Alle 19.30, goditi la musica dal vivo di Massimiliano Dianin e Greta Martello I protagonisti della serata saranno il Gin CR42 Falco e il Gin Fiore! Gin Fiore 1 euro0: Questo gin eccezionale è realizzato con un prodotto di eccellenza dei Colli Euganei, il Fior D’Arancio. La sua miscela di botaniche, tra cui limone, cardamomo, coriandolo, basilico, menta e zagara, dà vita a una bevanda unica nel suo genere. Sarà abbinato a un delizioso cicchetto di formaggio Delice de Bourgogne e frutta fresca.
Cicchetto con formaggio 3 euro.
Fonte: PadovaOggi.
Sì al mare ma senza rinunciare alle visite in cantina o al bar storico: trionfa la food experience.
Rapporto sul turismo enogastronomico italiano a cura di Roberta Garibaldi: il 45% degli italiani vive esperienze enogastronomiche. La nuova tendenza delle vacanze estive? La food experience, che va ben oltre l’andare per mercatini ed aziende agricole o cantine. Con l’arrivo della bella stagione, il turista enogastronomico si prepara a organizzare la propria vacanza alla scoperta di prodotti tipici nella modalità “active”, vivendo cioè in prima persona una esperienza alla scoperta di sapori e tradizioni in cantine, caseifici e ristoranti storici ma anche in festival ad hoc e artigianato. Con un obiettivo: placare anche la fame di conoscenza, spingendosi oltre le modalità tradizionali di fruizione dell’esperienza per diventare parte della storia e della tradizione di un luogo. Emerge un nuovo trend nelle previsioni per la stagione estiva del Rapporto sul turismo enogastronomico italiano, a cura di Roberta Garibaldi e realizzato sotto l’egida dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico con il supporto di Unicredit, Visit Emilia, Valdichiana Living e Smartbox.
Fonte: WineNews.
Trentodoc in Cantina, eventi a cura delle case spumantistiche.
Trento e Valle dell’Adige, Rovereto e Vallagarina, Valle dei Laghi e Alto Garda, Valsugana, Val di Cembra e Piana Rotaliana: la scoperta dei sei distretti di produzione delle bollicine di montagna è al centro di «Trentodoc in Cantina», che propone un programma di itinerari ed eventi diffusi su tutto il territorio trentino, pensato per consentire agli appassionati di visitare e vivere le case spumantistiche associate all’Istituto Trento Doc. L’iniziativa è compresa all’interno del palinsesto del Trentodoc Festival in programma dal 22 al 24 settembre. Per personalizzare la propria esperienza nei giorni della manifestazione, è disponibile – oltre al sito trentodocfestival.it – l’App Trentodoc che permette di consultare i dettagli di orari e modalità di prenotazione di tutti gli appuntamenti, leggere le schede delle case spumantistiche e di ogni Trentodoc in mescita, ma anche – nella sezione itinerari – effettuare una visita e completarla con oltre 200 punti di interesse naturalistico, culturale, sportivo ed enogastronomico.
Fonte: L’adigetto.
Vinco, aperta la prima cantina di spumanti dell’Abruzzo.
Nel giorno più lungo dell’anno, il 21 giugno alle 16:57, per celebrare l’estate, ha aperto le porte Vinco, la prima cantina in Abruzzo specializzata nella produzione di spumanti da uve autoctone. Una data simbolica, il solstizio d’estate, che ha segnato l’avvio di una nuova stagione per l’Abruzzo e i suoi vini. Avviata nel 2018, grazie ad un progetto di valorizzazione della filiera vitivinicola, Vinco raggruppa dieci cantine cooperative della provincia di Chieti, dà vita al coraggio e alla grinta di tanti vignaioli con un grande sogno: far conoscere e valorizzare i vitigni autoctoni producendo spumanti con Metodo Italiano da una filiera agricola tutta made in Abruzzo. Allo stesso tempo, Vinco vuole essere un luogo aperto per tutti coloro che vorranno entrare a far parte del “Movimento delle bollicine abruzzesi”. Nel logo Vinco c’è una sintesi esatta di quanto questa nuova cantina vuole esprimere: promuovere e mostrare l’anima “spumeggiante” dell’Abruzzo racchiusa negli spumanti Trabocco.
Fonte: Italia a Tavola.
La Spagna dei “record” costretta a distillare i suoi vini.
Sembra un paradosso quello che sta vivendo la Spagna, terzo produttore al mondo di vino e tra i principali esportatori assieme a Italia e Francia. Dopo un 2022 costellato dal record a valore delle vendite estere, ora deve correre ai ripari per rimettere in piedi un mercato a rischio squilibrio, tra eccessi di giacenze e flessione dei consumi interni, facendo ricorso alla distillazione di crisi. Eppure, il 2022 si era chiuso ottimamente. Il giro d’affari del commercio estero aveva toccato i 3 miliardi di euro, una cifra mai raggiunta nelle serie storiche spagnole. Tuttavia, il risultato, a ben guardare, è ottenuto non coi vini Dop in bottiglia, quanto con sfusi, spumanti, bag in box e imbottigliati non a Dop. Il mercato, evidentemente, ha preferito acquistare i prodotti più convenienti.
Fonte: Gambero Rosso.
Viaggio nel Vesuvio del vino: modernità con radici antiche.
Sul Vesuvio si fa vino fin dai tempi dei Greci, per non parlare dei Romani che ne fecero un’industria. La storia però si interrompe e con i parametri moderni possiamo dire che riprende da pochi anni, con il nuovo disciplinare della doc che data soltanto 2017. Cosa succede? Succede che nel dopoguerra prima e con il boom economico degli anni sessanta l’agricoltura perde di centralità. Sono le fabbriche il nuovo eden per dare sostentamento alla popolazione sempre in aumento (la conurbazione tra i paesi vesuviani e Napoli tocca oggi i 4 milioni di abitanti) in cerca di lavoro per sfangare un lunario fatto frequentemente di povertà. E quindi Bagnoli, Pomigliano, quando non il dramma dell’immigrazione al nord: Fiat, Alfa Romeo, Breda. L’agricoltura quindi diventa marginale. Resta – a parte pochissime eccezioni – un hobby di famiglia e così la vite e l’ulivo retrocedono a ruolo di comprimari nella società vesuviana. Tanti piccoli appezzamenti, uno per famiglia, in cui andare la sera o la domenica.
Fonte: Avvinando – Tgcom24.
Può esistere il vino senza l’alcol?
L’etanolo (o alcol etilico) è un alcol a catena alchilica lineare, la cui formula di struttura condensata è CH3CH2OH. È anche chiamato semplicemente alcol, essendo alla base di tutte le bevande alcoliche. In chimica, si può trovare anche abbreviato con la sigla EtOH. E fin qui, parliamo di scienza. Ma se il discorso si trasferisse su un altro piano, più filosofico? Parlando con qualche collega, è sorta una domanda su cui sto ragionando da tempo: il vino sarebbe così interessante se non fosse alcolico?
Se in un mondo parallelo potessimo produrre vino con la stessa ampiezza di gusti e specificità attuali e con tutte le caratteristiche di adesso, se non contenesse alcol sarebbe lo stesso così interessante? È una domanda puramente teorica, ovviamente, ma su cui ha senso interrogarsi. E la risposta non è affatto banale.
Fonte: Linkiesta.
Vetrina internazionale del vino a Castelbuono: tra gli ospiti ci sarà anche Oscar Farinetti.
Il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, è l’ospite più atteso della nuova edizione del DiVino Festival, la vetrina internazionale sul vino e sulle eccellenze del territorio che per tre giorni – il prossimo fine settimana, dal 30 giugno al 2 luglio – trasformerà il borgo di Castelbuono, sulle Madonie, in un’enorme (virtuale) tavola imbandita, tra visite alle cantine e ai laboratori, stand di degustazione, incontri e il premio Gusto DiVino alle eccellenze del settore. Un omaggio ai vini che nascono dall’inventiva di giovani cantine e dalla sicurezza di quelle più rodate, si va dalle etichette più accreditate a quelle di nicchia; ma anche i sapori di una volta e quelli di ultimissima generazione. Insomma, sarà veramente un’immersione nel buon gusto e nel buon bere.
Fonte: Palermo Today.
Le denominazioni, pilastro del vino italiano. Ma le protagoniste dei territori sono le imprese.
Il dibattito sul futuro di Doc e Docg tra numeri, problemi di rappresentanza e di gestione, di scena a “VinoVip al Forte”, con accademici e produttori. Per alcuni, le denominazioni del vino italiano (78 Docg, 341 Doc, 118 Igt) sono troppe, ma per altri no, perché rappresentano la diversità e la ricchezza dell’Italia enoica. Di fatto, però, le 10 più grandi rappresentano il 45% del volume ed il 51% del valore del vino Dop e Igp italiano, e, con le prime 25, si supera il 65% delle quantità ed oltre il 75% del valore. Le Denominazioni e le Indicazioni Geografiche, in ogni caso, sono un pilastro del vino italiano, marchi collettivi di territori che, però, esistono grazie alle imprese e all’iniziativa di singoli, spesso pionieri (ed il cui ruolo, altrettanto spesso, non è neanche riconosciuto come dovrebbe). I Consorzi, che sono l’organo di gestione delle denominazioni, e che sono espressione delle stesse imprese, hanno il ruolo di tutelarle, di promuoverle e di gestirle, dal punto di vista legale, ma anche dell’offerta, per mantenere i valori delle uve e dei vini a livelli remunerativi per tutte le parti in causa, da chi coltiva l’uva a chi imbottiglia e vende il vino.
Fonte: WineNews.
Ocm vino: intesa (con richieste) della Conferenza delle Regioni allo schema di decreto.
Intesa della Conferenza delle Regioni allo schema di decreto sulle modalità attuative della “Promozione sui mercati dei Paesi terzi dell’Ocm vino” in sede di Conferenza Stato-Regioni. L’Ocm vino è la misura che concede finanziamenti e contributi al settore per la promozione all’estero. L’intesa è stata raggiunta con delle specifiche raccomandazioni e richieste. Inoltre si auspica l’attivazione da parte del Masaf dei lavori per la predisposizione dell’avviso nazionale, ribadendo la massima disponibilità in sede tecnica alla definizione dei suoi contenuti. E’ tra l’altro richiesto di prevedere l’opportunità della partecipazione di almeno due progetti nei bandi regionali, anziché uno, come attualmente previsto e di prevedere dei tempi congrui per le istruttorie delle amministrazioni regionali. Per i progetti multiregionali si chiede di esplicitare che si tratta di opzione da parte di ciascuna Regione.
Fonte: Federvini.
STAMPA ESTERA
Quand les banques viennent défier le Crédit Agricole sur ses terres.
Le réseau Caisse d’Epargne déploie au niveau national une nouvelle gamme de produits et de services dédiés aux viticulteurs, déjà testée dans trois régions. • Et renforce ainsi l’offensive des banques face au champion Crédit Agricole, après le partenariat de Crédit Mutuel avec Allianz dans l’assurance agricole. l,agence est située en plein centreville delleaune. A deux pas des Hospices, qui organisent chaque année la célèbre vente de charité vinicole, de la halle aux Vins, et au plus près des grands exploitants et négociants bourguignons. Sur la devanture, une inscription figure aux côtés du logo Caisse d’Epargne : Vitibanque. Le lieu est dédié à l’accueil et à la gestion des comptes des professiormele de la viticulture. La Caisse d’Epargne BourgogneFranche -Comté s’est spécialisée depuis une dizaine d’années dans l’accompagnement de ce secteur, véritable poumon économique de la région, qui représente 17 % des emplois. Le meme type d’agence existe aussi en Champagne, à Epernay, et dansle Vanä Arcs-sur-Argens. Elles devraient bientôt essaimer dans une dizaine de régions. Caisse d’Epargne veut accélérer son développement sur le marché, avec le déploiement au niveau national de son label Vitibanque, annoncé fin mai. Un champion incontesté a Lesexpertencestnenéesdans lesdiffërentes Caisses mous ant convaincus de linrértt de mener un tel dispositif au niveau national. avec une orgzntsatton et uneof freproduitserservices dédiés aux besoins des viticulteurs a, explique Nicolas Galerna, directeur de la banque de détail chez Caisse d’Epargne. l r oïfldalisant le lancement de cette filière viticole, le réseau, intégré dans le giron du groupe BPCE, concrétise son offensive contre Crédit Agricole, sur ses propres terres. Celui-ta demeure le champion incontesté : selon une enquête menée en 2022.84 % des agriculteurs français possédaient alors un compte à la banque vene. Mals ses concurrents ne sont pas résignés alfy a une volonté, notamment de la part des mutualistes, qui ont les ressources pour. d’aller [hercher le Crédit Agricole sur son terrain. C’est plute malin, car ils n’ont pas grand-chose à perdre a, estime Thomas Rocafull, associé au cabinet Sia Partners. Témoin, Alvina Pernot, qui gère son propre domaine depuis 2018 et dont la famille était cliente historique du Crédit Agricole. a La Caisse d’Epargne s’est montée plus réactive que ses cancurrente pour accompagner de jeunes exploitants n, raconte la viticultrice installée à PulignyMontrachet Une cinquantaine d’experts Outre l’initiative de Caisse d’EpargneavecVitlbanque, Crédit Mutuel s’est récemment allié avec Allianz pour offrirdescontratsd’assurance à ses clients agriculteurs, alors qu’entre en vigueur cette année la réforme de l’assurance récolte. Une Initiative qui pourrait redynamiser un marché actuellement dominé par Groupama et Crédit Agricole.
Fonte: Echos.
La vigne française face au dereglement climatique.
LES ÉTATS DE CATASTROPHE NATURELLE SE MULTIPLIENT. AU COURS DE LA MÉME ANNÉE, NOMBREUX SONT LES VIGNOBLES À SUBIR CONSÉCUTIVEMENT GEL ET SÉCHERESSE. LES HIVERS SE RÉCHAUFFENT, LES VENDANGES SE FONT PLUS TÔT, LE PROFIL DES VINS CHANGE. ÉTAT DES LIEUX D’UN BOULEVERSEMENT. 0n l’appelle encore la Feria des vendanges. Programmée immuablement la deuxième quinzaine de septembre, cette fête populaire qui précipite des centaines de milliers de fêtards dans les rues de Nimes (Gard) se trouve pourtant chaque année un peu plus en décalage avec l’événement que son nom célèbre. Au sud du territoire des Côtes du Rhône, les vendanges débutent désormais en août et sont parfois achevées avant même la rentrée des classes. « Sera -t-il encore longtemps pertinent de Métrer les vendanges en septembre? Poudra-t-il parler de Feria des vendanges tardives?», s’interrogent certains vignerons avec une ironie grinçante. Au-delà de la boutade, la question mérite d’être posée sérieusement. Au pied des Cévennes gardoises, les vignes de Christel Guiraud ont subi l’an dernier bien des maux. «Nous avons connu, en 2022, la grêle en juin et la sécheresse estivale, qui a impacté négativement entre 50 % et 60 % de notre production, explique ce vigneron propriétaire du domaine des i.ouhatières et, par ailleurs, président de l’IGP Cévennes. Au cours des six dernières années, les aléas climatiques ne m’ont épargné qu’une seule jots. Du temps de mon père, on pouvait compter sur lm répit pendant trois ou quatre ans, voire plus», précise-t-Il. Dans ce coin du sud de la France comme dans le reste du Languedoc et du Roussillon, où les vignes sont parfois sujettes au gel, à la sécheresse ou aux inondations en l’espace de quelques semaines, les viticulteurs appellent à la pluie autant qu’ils craignent la grêle qui, parfois, l’accompagne. «Au printemps, quand la grêle arrive, on se contente parfois de vérifier si les vignes sont atteintes sur les bordures, On s’aventure toujours à reculons au coeur des cultures pour mesurer l’ampleur réelle des dégâts… », confie Bernard Angelras, vigneron dans la plaine des Costières de Nimes. Des phénomènes climatiques de plus en plus violents Ces phénomènes météorologiques violents et de plus en plus rapprochés se constatent sur l’ensemble du vignoble français ou presque. Ce printemps, près de Sommières, également dans le Card, ce sont 400 hectares de vignes qui ont été touchés fin mai. Les mêmes maux ont été enregistrés deux semaines plus tôt dans le Var, à Flassans-sur-Issole, près de Brignoles. En Gironde, dans l’Entre-deux-Mers, au sud de Libourne, c’est une tornade et des pluies diluviennes qui se sont abattues sur quelque 200 hectares.
Fonte: Figaro.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls
A risentirci a domani.