L’alta ristorazione, sempre più orientata a piatti leggeri, sostenibili e di dimensioni contenute, sta influenzando il modo in cui si beve il vino. L’abbinamento con creazioni gastronomiche più delicate, verdi e “healthy” favorisce il consumo di vini bianchi, più freschi e beverini, a discapito dei rossi. Questi ultimi, un tempo protagonisti indiscussi, cedono terreno a etichette bianche in sintonia con la cucina “stellata” contemporanea.
Ripresa dell’Export Made in Italy.
Dopo il rallentamento del 2023, il vino italiano torna a crescere sui mercati esteri. Nei primi nove mesi del 2024 si registra un aumento del 3% in volume e del 6% in valore, spingendo la previsione di fine anno a oltre 8 miliardi di euro di export. Ottimo il risultato dei vini Dop e Igp fermi, supportati da un balzo degli spumanti (+13% in volume, +9% in valore), che superano per la prima volta i vini rossi tra le preferenze internazionali. Si tratta di un cambiamento storico per l’export italiano, trainato soprattutto dal Prosecco.
Bollicine al Comando: Sorpasso sul Rosso.
Le bollicine italiane si confermano il vero motore dell’export: per la prima volta, infatti, lo spumante spedito all’estero supera i volumi di rossi e bianchi. Una vera rivoluzione che vede il Prosecco come punta di diamante, capace di generare, da solo, un volume d’affari superiore al 20% dell’intero export del vino italiano. Questo successo è legato all’immagine pop delle bollicine, facilmente abbinabili anche a cocktail di tendenza, scenario che favorisce la crescita della categoria, destinata a consolidarsi nei prossimi anni.
Il Futuro del Vino in UE: Consumi, Produzioni ed Export in Calo.
Le proiezioni della Commissione Europea per il prossimo decennio delineano uno scenario complesso per il vino Ue: produzione, consumi ed esportazioni in diminuzione, condizionati dal cambiamento climatico, dal salutismo (specie tra i giovani) e dall’evoluzione dei gusti (meno rossi, più vini leggeri e frizzanti). Tuttavia, non tutti i Paesi mostrano gli stessi trend: diminuzioni importanti in Francia e Germania, ma incrementi in mercati emergenti come Repubblica Ceca, Polonia e Svezia. Il comparto dovrà evolversi, puntando su innovazione, diversificazione e adattamento alle nuove preferenze.
Mercato Interno ed Evoluzione dei Consumatori.
In Italia, i consumi interni restano fermi, con le bollicine che tengono (anzi, crescono), mentre i vini fermi arretrano. Il segmento “green” tra gli spumanti non attecchisce come previsto. Intanto la Generazione Z, più attenta alla salute e meno legata al vino come abitudine, considera il consumo di questa bevanda sempre meno attrattivo (“cringe”), allontanandosi soprattutto dai rossi corposi. Le bollicine, al contrario, restano “cool” fuori casa e, nel caso del Prosecco, stanno crescendo anche nel consumo domestico.
Italia, sempre più Paese delle Bollicine.
I dati confermano che l’Italia sta diventando uno “sparkling wine country”. Con una produzione di bollicine vicina al miliardo di bottiglie e un aumento continuo dell’export spumantistico (che già rappresenta il 30% del totale del vino italiano venduto all’estero), il comparto degli spumanti domina la scena. Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e persino la Russia consumano sempre più bollicine italiane, mentre alcuni mercati storici (Cina, Regno Unito, Germania) rallentano. Il Prosecco resta il riferimento principale, sia all’estero che in Italia, trainando l’intero settore.
In Sintesi.
Il 2024 si avvia alla conclusione con uno scenario in trasformazione. L’alta cucina e le nuove tendenze alimentari favoriscono il consumo di vini bianchi leggeri, mentre gli spumanti dettano legge sul piano internazionale, superando finalmente i rossi nelle esportazioni. Il contesto europeo prevede una contrazione generale, ma l’Italia resiste e innova, grazie all’inarrestabile ascesa delle bollicine e alla diversificazione dei mercati di sbocco. In un futuro incerto, dominato dal cambiamento climatico, dai nuovi stili di vita e dai mutamenti nei gusti, le bollicine italiane si confermano l’asset strategico su cui puntare.
Scenario Internazionale e Produzione Mondiale
- Produzione più bassa dal 1961: Secondo l’OIV, la produzione mondiale di vino nel 2024 scenderà attorno ai 231 milioni di ettolitri, toccando i livelli minimi da oltre mezzo secolo.
- Italia prima, Francia seconda: L’Italia, con 41 milioni di ettolitri, torna a essere il primo produttore mondiale (superando i volumi molto bassi del 2023), mentre la Francia, con un calo annuo del 23% (36,9 milioni di ettolitri), scivola in seconda posizione. Terza la Spagna, con un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, ma comunque lontana dalla media storica.
- Clima e volatilità: Le condizioni climatiche estreme (siccità, grandinate, alluvioni) hanno penalizzato i raccolti, incidendo su tutte le principali aree produttive mondiali e confermando il cambiamento climatico come fattore chiave di instabilità nel settore.
Export Italiano: Crescita a Valore grazie alle Bollicine
- Oltre 8 miliardi di euro: Le stime di Nomisma Wine Monitor per il 2024 indicano un export del vino italiano a +4,5% rispetto al 2023, superando la soglia degli 8 miliardi di euro.
- Spumanti protagonisti: La crescita all’estero è trainata dagli spumanti, in particolare dal Prosecco, che ormai rappresenta 2 bottiglie su 10 tra quelle italiane vendute oltre confine.
- Difficoltà nei mercati tradizionali: Mentre Germania, Svizzera, Francia e Norvegia mostrano cali nelle importazioni di vino italiano, emergono nuovi mercati con crescite a doppia cifra come Austria, Irlanda, Brasile, Romania, Croazia e Thailandia. Questa diversificazione è divenuta strategica per compensare la stagnazione sui mercati storici.

Trend del vino in Italia nella settimana dal 2 al 6 dicembre 2024, che raccoglie i dati e le analisi emersi in questo periodo:
Mercato Interno: Inflazione e Calo dei Volumi
- Consumi in flessione: Nel 2024, la GDO italiana registra un calo delle vendite a volume di vino del -1,5% nei primi 9 mesi, dopo un 2023 già negativo. Una lieve ripresa nel terzo trimestre non è sufficiente a portare il cumulato in positivo.
- Preferenze dei consumatori: Gli italiani, sotto pressione per l’aumento del costo della vita, si orientano verso spumanti generici più economici, penalizzando bollicine Dop e vini fermi. Gli spirits rimangono sostanzialmente stabili a valore, con un lieve calo dei volumi.
- Segmentazione per tipologia: I vini Dop mantengono il valore ma vedono scendere i volumi (-2,9%), mentre gli IGP crescono leggermente sia in valore (+1,6%) che in volume (+3,7%). Gli spumanti segnano un incremento a valore (+3,5%), con il metodo classico e i charmat secchi (Prosecco in testa) sugli scudi, mentre i vini fermi e frizzanti continuano a perdere terreno, soprattutto online.
Visione delle Cantine: Preoccupazione e Diversificazione
- Sentiment delle aziende: Secondo un sondaggio WineNews su 20 grandi realtà (14% del giro d’affari del settore), il 35% delle cantine prevede un 2024 peggiore del 2023, il 40% stima risultati stabili e solo il 25% si aspetta crescita.
- Rischio dazi e tensioni geopolitiche: Le elezioni Usa e le dichiarazioni del nuovo presidente Trump sui possibili dazi rappresentano una minaccia concreta, non solo per l’export oltreoceano, ma indirettamente anche per mercati come la Germania, già sotto pressione economica. Inoltre, dal 1° febbraio 2025, l’incremento delle accise su vini e alcolici nel Regno Unito potrebbe influire ulteriormente sui flussi commerciali.
Cambiamenti nei Gusti e Opportunità Future
- Giovani e salute: Le nuove generazioni riducono il consumo di vino, preferendo bevande alcoliche più leggere o alternative no/low alcol. Questo trend rafforza la crescita degli spumanti e dei vini dealcolati, e spinge le imprese a sperimentare nuove proposte per intercettare palati diversi.
- Strategie per il futuro: In uno scenario di incertezza, le imprese vinicole puntano a:
- Diversificazione dei mercati esteri.
- Innovazione di prodotto (bollicine, segmenti “no-low alcohol”).
- Consolidamento del legame con il consumatore, valorizzando identità, sostenibilità e qualità.
Conclusione
Il quadro complessivo del vino italiano alla fine del 2024 è caratterizzato da forte variabilità e complessità. Mentre la crescita dell’export sostiene il valore complessivo del settore, trainato dagli spumanti e da nuovi mercati emergenti, il mercato interno soffre, compresso da inflazione e cambiamenti nei consumi. La produzione mondiale ai minimi storici, le incertezze politiche e le mutevoli preferenze dei consumatori rendono fondamentale, per il settore, sviluppare strategie flessibili, investire su prodotti innovativi e rafforzare la presenza in mercati diversificati. In questa evoluzione, l’Italia mantiene un ruolo primario a livello produttivo e commerciale, ma la sfida sarà saper leggere e anticipare il cambiamento.
Crisi Climatica e Vulnerabilità delle Produzioni Vitivinicole La crisi climatica sta avendo un impatto significativo sulle produzioni vitivinicole italiane, rendendole sempre più vulnerabili. Secondo uno studio condotto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e da Eurac Research di Bolzano, l’Italia è tra gli hotspot climatici più delicati, con il 35% della produzione Doc e Docg in Europa. Le varietà coltivabili sono limitate da disciplinari rigidi, rendendo difficile l’adattamento alle nuove condizioni climatiche. Come sottolinea Sebastian Candiago, la flessibilità nelle norme di produzione sarà fondamentale per affrontare queste sfide.
Nuovi Modelli di Mercato per il Vino Italiano Il 26 ottobre, al Castello di Udine, si è tenuto il terzo Congresso del Consorzio DOC Delle Venezie, dove sono state discusse le sfide future per il Pinot Grigio, la prima denominazione italiana per estensione. I partecipanti hanno esaminato l’impatto della recente riforma delle Indicazioni Geografiche e il nuovo ruolo dei Consorzi di tutela, con un focus sulla sostenibilità e sull’innovazione nel settore vitivinicolo.
Calano le Vendite Online di Vino Dopo un periodo di boom durante la pandemia, il mercato dell’e-commerce enologico sta mostrando segnali di rallentamento. Secondo un rapporto di Pambianco, i cinque principali operatori di vino online in Italia hanno registrato un fatturato complessivo di 143 milioni di euro nel 2023, con una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente. Le cause principali di questo calo includono una riduzione della produzione vinicola nazionale e un aumento dei prezzi medi, che hanno spinto i consumatori a tornare a preferire il vino nei ristoranti.
Futuro del Vino Italiano negli Stati Uniti Nonostante le sfide, il vino italiano continua a mantenere una posizione forte nel mercato statunitense, considerato il primo al mondo per il settore. Secondo Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, ci sono buone prospettive per una ripresa nel 2025. Durante il “Simply Italian Great Wines Us Tour”, i produttori hanno condiviso la loro visione e le opportunità future, nonostante le difficoltà attuali.
Conclusioni
Il settore vitivinicolo italiano si trova di fronte a sfide significative legate al cambiamento climatico, alle dinamiche di mercato e all’evoluzione delle abitudini di consumo. Tuttavia, con innovazione, flessibilità e strategie mirate, il futuro del vino italiano potrebbe rivelarsi promettente, soprattutto sui mercati internazionali.
Vini italiani di lusso in crescita negli USA Nel mercato statunitense, mentre le vendite dei vini di lusso globali sono calate del 7%, i rossi italiani di alta gamma hanno registrato un aumento del 3%, con i toscani in testa (+13%). Il Brunello di Montalcino è il preferito con una quota del 32%, seguito da Barolo (16%) e Bolgheri (11,5%). I rossi italiani sopra i 50 dollari hanno quindi resistito meglio rispetto ai concorrenti francesi e americani, grazie alla forza dei brand e all’attrattività del territorio, accentuata dall’esperienza diretta dei turisti americani in Italia.
Enoturismo: una strategia contro il calo dei consumi L’enoturismo è emerso come una soluzione chiave per rispondere al calo dei consumi, come discusso alla Conferenza Internazionale sull’Enoturismo a Verona. Il vino si rivela fondamentale per attrarre turisti, posizionandosi tra le principali esperienze ricercate dai viaggiatori, soprattutto per le sue connessioni con il patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Le nuove tendenze nell’enoturismo riguardano esperienze diversificate e sostenibili, con un focus sull’autenticità e l’integrazione con altre eccellenze italiane come design e moda.
Nuove esigenze dei consumatori: salute e sostenibilità L’interesse per la sostenibilità ambientale e sociale cresce tra i turisti del vino, che cercano autenticità e promuovono l’aggregazione. Il rapporto vino-salute, la valorizzazione delle aree interne e l’attenzione verso uno stile di vita sostenibile sono temi centrali. I giovani della Generazione Z, meno affini al vino, sono sensibili a questi valori, offrendo un’opportunità di engagement per le aziende vinicole italiane.
Promozione internazionale e futuro del vino italiano Vinitaly si conferma protagonista nella promozione del vino italiano, con un’attenzione crescente verso i mercati internazionali e una comunicazione che esalti il vino come parte integrante dello stile di vita italiano. Il prossimo appuntamento è previsto per ottobre 2025 a Bordeaux, in cui l’industria si confronterà nuovamente sulle sfide e le opportunità future del settore vinicolo globale.